Savignone: una storia di emigrazione e di ritorni

News
🇦🇷🇮🇹Savignone: una storia di emigrazione e di ritorni alla Festa dell’Emigrante.
✍️L’estate savignonese propone anche la Festa dell’Emigrante, grazie ai forti legami che uniscono Savignone all’Argentina e all’Uruguay. La manifestazione si terrà venerdì 21 agosto in piazzetta Garrè, in località Gabbie. Asado, empanadas, panqueques e la musica del Trio Baires saranno l’occasione per ritrovarsi attorno a quel filo di storia e memoria che lega il nostro territorio all’“Oltreoceano”.
⭐️La Festa dell’Emigrante ci mette in connessione con il passato del nostro territorio, ma anche con il presente e il futuro del turismo delle radici. Una processione laica e sentita di donne e uomini che portano i cognomi più diffusi del borgo dei Fieschi ogni anno si affaccia a Savignone per ritrovare la sua anima.
👉È una storia che affonda le sue radici tra ‘800 e ‘900. Coinvolge Savignone con i Bondanza e i Caprile, la località Besolagno con la storia dei Garrè e la frazione di Vaccarezza con i Moresino e i Vagge. E ancora: Garaventa, Firpo, Banchero, Schenone e Pietra.
Persone che facevano fagotto per sfuggire al poco futuro che restava su questo angolo d’Appennino, così duro da coltivare e da vivere. Persone che tentarono la fortuna nel Nuovo Mondo, trisavoli e bisnonni che puntavano all’Argentina e all’Uruguay.
✍️Oggi gli italodiscendenti tornano a Savignone alla ricerca di radici, storia, anima e cuore. Arrivano agli uffici dell’anagrafe del nostro Comune, vengono accolti, e il nostro sindaco Antonio Bigotti li accompagna alla parrocchia di San Pietro, o a quella di pertinenza, dove i discendenti degli emigrati possono trovare gli atti di nascita dei loro antenati.
⭐️Negli ultimi tempi è arrivata Miriam da Montevideo, che si è seduta a meditare su una panchina di Piazza Italo Ghelfi, guardando questi luoghi con gli occhi del nonno Caprile. Poi è arrivato Ariel Canis Garrè da Buenos Aires con sua moglie: hanno voluto partecipare alle celebrazioni del Venerdì Santo, alla Via Crucis che si è snodata per Sottonoci, lungo le vie più antiche del paese. I suoi avi avevano il Mulino del Ponte di Savignone, erano i Cicardi, partiti per l’Argentina a metà Ottocento. Poi è arrivata a Savignone Valeria Lisung Garrè i cui avi si sono trasferiti in Perù sul lago Titicaca, poi in Cile e successivamente negli Stati Uniti.
In questi giorni è giunto anche Ariel Carlos Prandelli, architetto, pittore e insegnante, con sua moglie, alla ricerca dell’atto di nascita della bisnonna Bondanza. Con il sindaco è andato alla canonica, che rappresenta un tesoro anagrafico dal 1700 ai giorni nostri, e ha fatto una piccola escursione in località Bosco per individuare la casa dell’avo partito a fine Ottocento per l’Argentina.
🌈Garrè è il cognome più diffuso a Savignone e “Garrè” si chiama anche un pueblo di 1500 anime nella provincia di Buenos Aires. Fu fondato da Gerolamo, partito nell’Ottocento alla ricerca di un mondo migliore. Lì fece fortuna come allevatore. A giugno di quest’anno l’Amministrazione comunale di Savignone è stata invitata a Garrè per il centenario della morte di Gerolamo – “Geronimo” per gli argentini. Il legame è stretto: grazie al sindaco Bigotti proseguono contatti e rapporti. A causa di un preavviso troppo breve abbiamo optato per un collegamento e per alcuni video registrati e inviati durante le celebrazioni.
👉A Savignone si sono poi stabilite diverse famiglie di ritorno dall’Argentina, persone che hanno scelto di tornare per riallacciare un percorso di vita interrotto dai loro avi sul nostro territorio.
🙏Una storia che ci accomuna, quella dell’emigrazione, che sollecita tutti noi che portiamo nel DNA una storia simile, che si arrivi dalle Isole, dal Sud Italia o dall’Oltreoceano. Le migrazioni ci scorrono sotto pelle: fanno parte di ogni famiglia, a ogni latitudine. Le abbiamo vissute da ogni angolazione. Per questo ci scuotono e ci interrogano sulle scelte legittime della partenza e sul dolore del distacco.
👉Anche i nostri ragazzi emigrano ancora. Vanno in Europa a lavorare, negli Stati Uniti, in tutto il mondo. Ma oggi questa emigrazione si chiama “fuga di cervelli”, non sono più contadini ma laureati, e al posto della famosa valigia di cartone hanno trolley, zaini performanti e parlano diverse lingue.
⭐️A breve arriverà Jorge Bondanza da Montevideo, Uruguay. Ad accoglierlo a braccia aperte sarà il sindaco, che lo ha conosciuto diversi anni fa e con il quale ha mantenuto un contatto epistolare. Jorge parteciperà alla festa di Sant’Agostino, il santo le cui spoglie, secondo la tradizione medioevale, transitarono da Savignone nel 750 d.c: è il suo sogno da sempre. Con Jorge il sindaco Antonio Bigotti andò a conoscere Pepe Mujica, ex Presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015, di origine genovese, di Favale di Malvaro. Quella di Pepe Mujica è una grande storia contemporanea di resistenza: passò dodici anni di carcere durante la feroce dittatura militare che colpì l’Uruguay tra il 1973 e il 1985.
👉Oggi Savignone ha aperto le porte al turismo delle radici, che riporta “a casa” un’esperienza di due secoli di emigrazione. Storie che intendiamo riscoprire per non perdere nulla di quel dialogo prezioso, di quel ponte tra generazioni che rappresenta il nostro futuro e quello dei tanti italodiscendenti che vengono a visitare il nostro borgo.

Ti può interessare

Festa Patronale di Sant’Agostino
Regione Liguria: bonus badanti e baby sitter

Autore

Importante